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mercoledì 4 febbraio 2009

Vesuvio



adrenalina neuronica continua e caotica... non sono abituato ai semafori mentali, i miei pensieri si scontrano in incroci senza segnali di precedenza....non ho stipulato polizze
agli stessi e quindi sono costretto a risarcire di persona il mio stesso pensiero....
la nostalghia tipica settembrina è letame per farci crescere fiori robusti e poco colorati ma resistenti ,belli nelle sue spine efficaci , forti nell'aridità consci che non hanno bisogni come dei mutevoli e subito marciscenti fiori di serra variopinti che dipendono dalla pioggia per esistere, preferisco scavare le mie radici e trovarci l'acqua e non aspettare immobile gocce dall'alto eventuali ed acide, mi nutro degli altri tramite me stesso...
Non accetto alcuno stile di vita che conosco,vedo solo le materie prime che potrei usare... traduco il poeta che non sono.... o mi somiglia... in quanto lontano da me... ma speculare nelle foto...le stesse foglie e le stesse onde...
La pioggia sul tramonto
Entra a fiotti nel mio cuore
Ecco i ricordi, giungono a ondate
Scandagliando tra perdite e scoperte di anni
E anche se mi piacerebbe ridere
Di tutte le cose che mi hanno stimolato
In qualche modo ne resta il segno....
Se consuetudine e la banalità sono la metropoli
i miei pensieri sono nelle favelas
che irrompono nelle strade a far danni
sopportati e indifferenti ormai
da cittadini alieni dal pensiero piatto
come sgli schermi che guardano
convinti che la vita sia lì
convinti che il suono sia quello
non avendo mai percosso una mano
sulla pelle di tamburo anch'essa piatta
come la mano che non sente il suo vibrare
e neanche il suo suono
convinto che sia rumore soltanto rumore
non ho bisogno di barriere coralline egizie una volta l'anno
ma di toccare spesso scogli grigi e scivolosi
di un mare apparentemente chiuso
schiacciato da un vulcano
che ci ricorda sempre di ricordare
turismo ancestrale statico nel movimento
e tra me e loro ...il vulcano e i ricordi
c'è sempre lui ....il mare