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sabato 20 dicembre 2008

Fantascienza remota ....passata...scaduta

Stefano Disegni (famoso vignettista e autore televisivo)ogni tanto su Facebook ci anticipa vignette e ci lancia "esche" satiriche... leggendo questa ho pensato alle affermazioni di questi giorni del Sig Veltroni e vedo che il pulpito da dove viene la predica è lo stesso di tante messe recitate da decine di anni....come spiegare ... la predica è retorica e banalissima e il pulpito assomiglia alla navicella spaziale di un film in bianco e nero degli anni cinquanta :vecchia fantascienza , fantascienza già esistita quindi remota in pratica futuro già passato, domani che è contemporaneamente ieri... ha chiamato Saviano per Napoli ma è come restaurare a colori una pellicola in bianco e nero: na strunzat.... Proclama : Via i capibastone !!! ad una platea di... capibastone è come dire alla tua squadra di calcio:uscite dal campo non sapete giocare... e con la panchina deserta in campo chi cazz ci metti? Dice il Sig Veltroni "Innovazione o Fallimento" ...quando e con chi? Con Bassolino e Iervolino e le loro corti di ricchissimi nani , giullari e ballerine? E' come truccare con il cerone un viso non lavato da giorni ... prima o poi il cerone si scioglie specialmente quando è sotto i riflettori...della giustizia che magari fino ad ieri illuminava le scene della destra.
A Vico rispetto l'appena nato partito ma ha fatto due azioni di "sponda" per il momento ... ha cavalcato con successo onde già nate e formate in altri mari ... staremo a vedere io intanto mi aspettavo esplosioni psicadeliche tipo il finale di Stanley Kubrick in 2oo1 odissea nello spazio...fantascienza proiettata sempre nel futuro...

mercoledì 15 ottobre 2008

Un anno di PD 14 ott 2007 - 14 ott 2008

Come ben sapete la politica è una delle mie passioni e anche se sto vivendo un momento politicamente un pò particolare oggi vorrei sottoporre alla vostra attenzione un commento di Vito Schipesi che a sua volta riprende un'articolo di Caldarola. Le frasi in rosso sono quelle che condivido maggiormente e che in parte ho vissuto sulla pelle come coordinatore provvisorio protempore inesperto chipiùnehapiùnemetta del comitato vicano. E' un'amara riflessione ed ha uno scopo, un fine , naturalmente costruttivo e non distruttivo .

Leggendo l’articolo di Peppino Caldarola , ho risolto un enigma che mi ponevo da tempo. Se il Pd in definitiva abbia offerto alla politica italiana qualcosa di nuovo. La risposta è stata negativa. Anche la presunta unificazione, in un partito, delle due componenti interessate all’incontro tra marxismo e cattolicesimo, caro al sentimento di ineluttabilità di Aldo Moro, e che ha coinvolto i post comunisti ed i post confessionali cattolici italiani, sa tanto di antico.

E’ emerso il vecchio compromesso storico, inseguito da anni in piena prima repubblica e bloccato solo con la tragica scomparsa dello Statista cattolico. Lo stesso che è stato pensato allora per sbancare il tavolo della democrazia e mettere fuori gioco sia il socialismo riformista sia il liberalismo pragmatico dello Stato necessario. Il nuovo partito è simile all’equilibrio sostanziale tra la maggioranza a centralità democristiana e l’opposizione a centralità marxista del vecchio consociativismo.
La particolarità si rispecchia soltanto nella riflessione che, con il venir meno del centralismo democratico dell’esperienza marxista, il nuovo partito è stato influenzato maggiormente dall’aspetto tattico della vecchia Dc, dove e quando non si risparmiavano munizioni nella lotta intestina, per compattarsi subito dopo in presenza della divisione degli spazi di potere.
La presenza all’interno di anime teoricamente così differenti, da sembrare persino del tutto inconciliabili impone, oggi come imponeva allora, il metodo dell’immobilismo nell’attività propositiva del partito e la chiusura culturale alle riforme ed alle novità in genere. Contava allora, come conta ora, più ciò che si lasciava intendere di ciò che si faceva. La politica delle parole, cara a Veltroni, anziché la politica dei fatti.
Il PD è un puzzle dove le tessere si scompongono su ogni questione, per ricomporsi solo al sopraggiungere della necessità dell’unità strumentale per conquistare il proprio spazio di interdizione. La forza di ciascuno consiste solo nella sua capacità di poter impedire. E’ un campo di battaglia dove la tensione si avverte a naso. Veltroni acquista consenso solo se riesce a dividere. La sua forza è in definitiva solo quella sua debolezza che lo mantiene in vita. “Sulla carta - sostiene Caldarola - più il Pd si divide in ex Ds ed ex Popolari, con altre correnti di contorno, più il segretario può sentirsi in sella. A meno di un patto doroteo fra diessini e popolari che lo butti per aria, la nuova divisione nel Pd lascia un po’ di tempo da vivere, politicamente, a Veltroni”.

giovedì 15 maggio 2008

Il PD a Vico Equense







Guardate come è bello questo posto quando soffia “o vient e terr” ( vento da nord , se guardate il moto delle onde ( clicca per ingrandire) il vento spira dalla falda destra del Vesuvio che corrisponde al nord ) . Da noi soffia raramente ma quando succede tutta diventa nitido e dettagliato e il mare diventa cristallino…la luce solare non filtrata dalla nebbia e dallo smog rende i contorni nitidi e senza ombre e valorizza ancor di più la sfiancante bellezza di Vico.
Sembra che questo non centri niente con la politica e con l’evoluzione del PD a Vico Equense , potrei scrivere tanti e lunghissimi post “tecnici e di programma” sulla politica e sul mio paese ma questo non è il momento , voglio solo esprimere il desiderio che il Partito Democratico a Vico sia come “o vient e terr” che renda tutto più chiaro limpido , senza ombre e valorizzi il paese anziché divorarlo come sta facendo qualcun altro…